Intervista doppia di Cinefacts.it ai fondatori del BRIFF (ITA)

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L’intervista seguente è stata condotta dal caporedattore di Cinefacts.it, Teo Youssoufian. Si è svolta congiuntamente con Leonardo Loraschi, co-fondatore del BRIFF, ed è apparsa per la prima volta sulla pagine del sito Cinefacts.it, cui appartengono i suoi contenuti. Riporto qui di seguito alcuni estratti dalle mie risposte a scopo divulgativo. 

Un Festival del cinema è sempre un’impareggiabile opportunità di scoperta e approfondimento circa le prospettive presenti e future che l’arte cinematografica offre alle nuove generazioni.

Per chi vi partecipa da organizzatore, giurato o puramente come membro del pubblico, un Festival fornisce uno scorcio sulle dinamiche della produzione e della distribuzione cinematografica in un modo che né le sale commerciali né gli attuali servizi di streaming on-demand possono offrire. 

Chi siete e come siete arrivati a questa idea?

Sono un laureato in produzione cinematografica presso la University of Westminster di Londra. Sono stato Director, dapprima tecnico, poi creativo) del Westminster Film Festival nel 2018 e 2019 e ho da poco fondato un’Associazione di Promozione Sociale dal nome “La Fabbrica | Cinema” nella mia Palazzolo sull’Oglio (BS). 

L’idea di fondare un nuovo festival del cinema internazionale a Brescia mi deriva personalmente dall’esperienza maturata dirigendo il WFF negli ultimi due anni e dal desiderio di regalare anche alla mia terra natale un evento altrettanto inedito e interessante.

Che cos’ha il BRIFF di diverso rispetto agli altri festival?
A quali necessità risponde?

Il BRIFF risponde prima di tutto alla necessità di restituire a Brescia un festival del cinema internazionale, che alla città manca ormai da 5 anni, ma anche al desiderio di scovare e premiare i migliori cortometraggi prodotti dall’industria cinematografica italiana nell’ultimo anno.

Diversamente da altri festival italiani e stranieri, il BRIFF si dedica esclusivamente ai cortometraggi e può dunque contare su una selezione incredibilmente ricca e varia, in uno spazio temporale contenuto e a misura di spettatore.

La decisione di aprire il BRIFF ai cortometraggi e di rendere il festival internazionale da dove è nata? 

L’industria cinematografica italiana (inclusa quella del cortometraggio), è , oggi più che mai, in contatto e – perché no? – in competizione con i prodotti di altri paesi europei ed extraeuropei. 

Per questo ci è sembrato sin da subito naturale aprire il BRIFF alla prospettiva internazionale, perché il pubblico potesse non solo conoscere i migliori cortometraggi italiani del momento, ma anche analizzarli come parte di una selezione curiosa che non si limitasse ai prodotti di una sola nazione. 

Siete frequentatori di festival? Avete carpito altrove i segreti di una buona organizzazione per poi affrontare quella del BRIFF?

Sì, certamente. Ho frequentato ogni tipo di festival cinematografico a Londra (città nella quale risiedo al momento), dagli eventi di punta quali il London Film Festival e il London Short Film Festival a perle indipendenti come lo Screen Culture Film Festival.

Il segreto di una buona organizzazione? Passione, costanza, coerenza.

È stata complicata la selezione dei corti che vedremo al Nuovo Cinema Eden? Come è stata la risposta dei partecipanti, quanti corti sono arrivati e da dove… insomma, snocciolateci qualche numero del BRIFF!

Nel corso delle ultime settimane sono stati sottoposti al vaglio della giuria ben 432 cortometraggi, giunti al BRIFF attraverso la piattaforma FilmFreeway. All’incirca 1/3 di questi prodotti è di provenienza italiana.

I prodotti inclusi nella Selezione Ufficiale sono 12, 8 italiani e 4 stranieri, tra cui documentari, drammi, commedie, animazioni e video musicali.

Quando ci si confronta con una selezione così rigida, ogni scelta comporta necessariamente una serie di rinunce e credo che la fatica più grande risieda proprio qui. 

Pensiamo all’esperimento di Love, Death & Robots ultimamente su Netflix: secondo voi le piattaforme di streaming possono essere un veicolo distributivo per una forma d’arte come il cortometraggio? O l’unica possibilità di vederne di nuovi rimane un festival, come ad esempio il BRIFF?

Netflix e le piattaforme di streaming on-demand offrono potenzialità sconfinate agli autori e al pubblico, ma nemmeno loro possono regalare agli spettatori un’esperienza sonora e visiva che festival come il BRIFF, ospitati in sale cinematografiche attrezzate, possono garantire.   

Con quale criterio è stata selezionata la Giuria del BRIFF?

Per tenere fede all’anima giovane e fresca del BRIFF, abbiamo riunito nella Giuria un gruppo eterogeneo (ma affiatato!), di aspiranti registi, produttori, critici, grafici, compositori, studenti e professionisti e del cinema.    

Immagino che anche voi abbiate esperienza come autori e filmmaker di corti. Potete raccontarci la cosa più assurda capitata su un vostro set?

Nell’ambito della produzione del cortometraggio Helium (2019), le cui riprese si sono tenute nella campagna bresciana nel corso dell’estate 2018, ho avuto la fortuna di convivere per una settimana con uno straordinario attore – Fernando Midolo – che, per restare fedele al suo personaggio, ha tenuto indosso il trasandato costume di scena per una settimana anche fuori dal set… e persino al ristorante!     

Che cosa vi aspettate da questa prima edizione del BRIFF?

Più di tutto spero in una buona risposta da parte della cittadinanza bresciana e che la sala del Nuovo Cinema Eden non abbia poltrone vuote.      

Siete già in grado di fare qualche valutazione sull’esperienza e dirci magari cosa succederà l’anno prossimo per la seconda edizione del BRIFF o chiediamo troppo?

Lavorare al BRIFF è stato un percorso lungo e disseminato di ostacoli, che, fino ad ora, siamo riusciti a sconfiggere o aggirare con successo. Sarebbe facile lasciarsi andare a previsioni o addirittura pensare a come realizzare una seconda edizione di questo Festival, ma – per il momento – credo sia meglio dare tutto ciò che abbiamo (in termini di idee e energia) a questa sua prima edizione. 

     

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